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Storia della Ceramica

Storia delle Ceramiche

La ceramica, oggi diffusissima in ogni paese e, addirittura, in ognuna delle nostre case, ha in realtà origini antichissime. I popoli, sin da tempi immemorabili, ne hanno fatto grande uso e si sono evoluti scoprendone nuove lavorazioni. Prime tra tutti furono però le popolazioni orientali e ce lo dimostrano i ritrovamenti avvenuti in Kyushu (Giappone); i manufatti rinvenuti in questa zona risalirebbero addirittura al XI millennio a.C., ossia al neolitico, e consistono in vari pezzi di vasellame cotto direttamente sul fuoco.

I tempi cambiarono e l'invenzione del tornio rese possibile la creazione di oggetti più aggraziati e simmetrici rispetto all'asse di rotazione. Per quanto riguarda invece l'introduzione della vernice vetrosa, applicata sui manufatti per abbellirli e decorarli, dovremo spostarci in Mesopotamia ed attendere il secondo millennio a.C.. Con questa verniciatura, oltre ad arricchire i manufatti di una propria, singolare bellezza che ancora oggi è innegabile, si riuscì a migliorarne anche la resistenza all'usura.
La vera rivoluzione arrivò però dalla terra di origine della ceramica, infatti, in Cina, attorno al VIII secolo d.C., venne scoperta la porcellana. Tanta era la bellezza dei manufatti in porcellana, arricchiti ed abbelliti da decorazioni di incantevole splendore, che questi vennero destinati quasi esclusivamente ai palazzi reali e, nel 1100, la produzione di vasi e vari manufatti di porcellana si allargò anche alla vicina Corea, dove nacquero le maggiori opere del secolo, ed al Giappone.

Tornando però ai popoli mediterranei, sappiamo per certo che anche qui le ceramiche conobbero presto una larghissima diffusione ed approdarono, attraverso i commerci, nel cuore della cultura greca. Questa eredità della civiltà minoico-micenea fu motivo di grande vanto soprattutto per la città di Atene che dal VI al V secolo a.C. fu dominatrice incontrastata del mercato del vasellame.
Al suo decadimento però, nel IV secolo a.C., l'arte della ceramica non decadde, anzi, continuò a sopravvivere in luoghi come la Boezia, la Sicilia, l'Etruria e tutta la Magna Grecia.
Seguì poi l'età augustea dove i manufatti in ceramica seguivano lo stile aretino, arricchendosi di decorazioni a rilievo (la famosa 'terra sigillata'), il quale venne imitato da tutto l'Occidente romano e rimase in uso fino al termine di questo glorioso impero.
Tuttavia, ancora una volta la ceramica sopravvisse al decadimento di una cultura e continuò ed essere utilizzata anche durate tutto il medioevo dove, dopo essere stata lavorata sul tornio, veniva cotta nei forni e, in fine, resa impermeabile con la vernice vetrosa. La colorazione fu oggetto di evoluzione attorno al XIII secolo, cioè quando iniziò l'uso di altri colori e le decorazioni si fecero più sofisticate.
La produzione delle ceramiche prende però piede soprattutto nell'800 grazie all'introduzione di tecniche industrializzate che consentono una produzione più ampia. Da qui in poi, la storia delle ceramiche non si dipinge di particolari molto rilevanti se non per quanto riguarda i macchinari e le tecniche di produzione che andarono via via migliorandosi fino a divenire ciò che oggi tutti noi conosciamo.

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